GDPR: novità e grandi cambiamenti

GDPR è l’acronimo di General Data Protection Regulation ed è quel regolamento europeo che garantisce la protezione della privacy di chi ti lascia i suoi dati. In buona sostanza regola come e perché vengono raccolti i dati.

Lo avrai forse già letto da tutte le parti e, se sei iscritto alla mia Newsletter, te l’ho già spiegato. Ma ho deciso di scriverlo anche qui perché il GDPR è davvero un argomento importante!

Se hai un e-commerce o molto più semplicemente invii una newsletter, sul  tuo sito dovresti già avere già una parte dedicata alla Policy per il trattamento dei datiSe ancora non ne hai scritta una corri ai ripari (sei già in mega ritardo, nonché nell’illegalità). Se l’hai scritta anni fa, è il momento di rivederla!

Dal 25 maggio 2018 infatti entreranno in vigore alcune modifiche, vediamo quali:

 

  • Il Diritto all’Oblio. L’utente ha il diritto alla cancellazione di tutti i propri dati personali, ovvero di ritirare il consenso al trattamento dei suoi dati. Cosa cambia per chi raccoglie i dati? Che in questo caso dovrà cancellare interamente i dati archiviati.
  • Il Diritto alla Portabilità dei dati. Ovvero la possibilità da parte dell’utente di scaricare i propri dati e di trasferirli altrove. In altre parole l’interessato avrà il diritto di ricevere i dati precedentemente forniti ad un titolare del trattamento e di ottenere che questi vengano trasmessi ad un altro titolare.
  • Il Diritto di Accesso. Il perché e il come utilizzerai i dati personali degli utenti che stai raccogliendo deve essere chiaro e trasparente. Con l’introduzione dei registri delle attività di trattamento dovrai specificare le finalità per cui stai procedendo con il trattamento dei dati, le categorie di dati personali e di soggetti interessati e le misure di sicurezza tecniche ed organizzative che hai adottato.

Sarà anche necessario dotarsi di una procedura per informare gli utenti di eventuali violazioni dei dati.

Il testo del GDPR rovescia perciò la prospettiva della privacy: il regolamento, infatti, si basa sui doveri e sulla responsabilizzazione (accountability) del titolare del trattamento dei dati personali, mentre la normativa precedente si basava sui diritti dell’interessato.

 

Le sanzioni per chi non si adegua, sono questa volta, molto salate. Si parla infatti di una somma pari al 4% del fatturato annuale. Io nn rischierei. Tu?

Scegli il font che parla di te!

Il font che usi nei tuoi post sui social, sulla carta intestata e in qualsiasi altra cosa tu scriva, parla di te. Non sottovalutarlo. Anzi, usalo per raccontarti al meglio!

Oggi voglio proporvi qualcosa di nuovo: questo post è frutto della collaborazione con una splendida professionista: Laura Calascibetta – Graphic Designer. Vi lascio il link al suo sito qui.

In passato vi ho parlato di colori, in particolare di cosa comunica il colore del vostro sito: https://ariannazuliani.it/2017/03/06/sito-giusto-colore/

Vi ho detto anche che la grafica che scegliete per la vostra comunicazione deve in qualche modo essere tutta collegata e ricordare al cliente, o potenziale cliente, che siete sempre voi a parlare. Non vi ho mai detto però come scegliere la grafica. In questo post Laura vi parlerà della scelta del font. Sul suo blog invece trovate i miei consigli per costruire la strategia più adatta ai Brand proposti qui sotto!

Avete mai pensato che anche il font che scegliete comunica qualcosa?

 

Io ho cercato il mio carattere perfetto per mesi, poi, una volta trovato, non l’ho più lasciato.

Vi dirò la verità, un ottimo consiglio me lo ha dato proprio Laura durante una consulenza, dicendomi che avrei potuto sfruttare di più i caratteri che avevo scelto per la grafica del canale YouTube. Così ho rivisto tutto e da quel giorno uso solo quelli che, per i più curiosi sono Gochi Hand e Josefin Sans!

Gochi Hand, Josefin Sans, font, digital marketing, brand, grafica, social media

Proprio per questo ho deciso di affidarmi a lei per scrivere un post a quattro mani in cui raccontarvi un po’ che font scegliere se siete alla ricerca della vostra grafica perfetta!

Lascio allora la parola a Laura, qui di seguito troverete 4 esempi che potete tranquillamente sfruttare per creare il vostro nuovo Brand o per rinnovarlo.

Helena, Nexa, font, digital marketing, brand, grafica, social media

 

Il tuo Brand ha un carattere particolare: è molto estroso, vendi prodotti o servizi speciali, creati pensando fuori dagli schemi.

La combinazione font che ti propongo in questo caso è composta da un font script e un font bastoni light.

 

Helena è un font script un po’ diverso dai soliti, molto fresco e d’impatto; il Nexa nella sua versione bastoni e light da un accenno minimal in modo non scontato.

Questo genere di mood è l’ideale per Brand creativi, che fanno handmade, per designer, per attività di social media marketing; ma non dimenticare: il tuo Brand deve avere un carattere estroso.

Rochester, Merriweather, font, digital marketing, brand, grafica, social media

 

Con il tuo Brand vuoi esprimere eleganza ma anche freschezza; i tuo clienti sono amanti delle cose belle, romantiche e raffinate, ma sono anche giovani e vogliono ritrovare tutto questo nella tua attività.

Per questo tipo di Brand ho creato una combinazione font un po’ azzardata forse, ma molto elegante a mio parere: un font script e un font serif.

 

Il Rochester è un font script dal mood molto classico ed elegante, è perfetto accompagnato ad immagini romantiche, il Merriweather è un font serif un po’ particolare, abbastanza moderno. Insieme questi due font creano l’equilibrio perfetto e regalano un mood elegante ma molto fresco e giovane.

Questa combinazione font è perfetta per attività collegate ai matrimoni, per Brand di gioielli, per fashion blogger; la regola è solo una: avere un mood romantico e fresco.

Roboto, Athelas, font, digital marketing, brand, grafica, social media

 

Sei una persona tranquilla ma risoluta e anche il tuo Brand è così. Vuoi dare una sensazione di ritmi tranquilli che portano verso la crescita; inoltre vuoi far capire che il tuo Brand ha un’anima, che c’è una connessione con il mondo spirituale.

In questo caso la combinazione font che ho creato esprime subito questa sensazione: un font bastoni solido e un font graziato che creano subito un mood di tranquillità, ma anche di solidità.

 

Roboto è un font bastoni, ma non minimal; nella sua versione black da quella sensazione di solidità e risolutezza che cerchiamo, ma in maniera gentile. Athelas è un font graziato dal mood più leggero, che da l’idea di crescita. Insieme questi due font creano in chi li guarda proprio la sensazione che vogliamo.

Questa combinazione font è perfetta per attività di coaching, per plant designer, per food blogger, per Brand che vogliono far percepire una grande connessione con la natura o con lo spirituale, per chi vuol dare la sensazione del lavoro lento e meticoloso dietro ad una crescita.

Amatic, Monserrat, font, digital marketing, brand, grafica, social media

 

Il tuo brand è giovane e si propone ad un target altrettanto giovane,; vuoi trasmettere una sensazione di giocosità, di allegria, di amore per una vita piena e divertente.

Per questo tipo di brand ho scelto una combinazione font che crei un mood allegro ma professionale. Il problema di questo tipo di carattere è che se non si bilanciano bene le scelte è facile dare l’idea di qualcosa di cheap, creato in maniera non professionale.

 

L’ Amatic, in questo caso nella sua versione bold, è un font script divertente e giovane. Il Montserrat , utilizzato in thin, è invece un font bastoni abbastanza rigoroso e che riesce a bilanciare il mood allegro dell’Amatic. Si crea così la combinazione perfetta per esprimere il mood che vogliamo: giovane, allegro e professionale.

Questa combinazione font è perfetta per brand creativi che hanno a che fare con il mondo dei bambini; per illustratori, creazioni handmade, per educatori. In generale per tutti quei brand che si rivolgono ad un target giovane.

 

Come avrai capito i font parlano a chi li guarda e lo fanno con un mood in particolare che può essere indirizzato a seconda di cosa si sceglie per affiancarlo. Non sottovalutare quindi la scelta dei font, sono una parte fondamentale dell’identità visiva di un brand.

Se possibile fatti aiutare da un professionista nella ricerca; sennò il mio consiglio è quello di soffermarsi a lungo a pensare alla propria attività e ai suoi valori, al suo target. Guarda tanti caratteri diversi, prova ad affiancarli, individuane due, non di più. Ci vorrà tanta ricerca ma alla fine troverai sicuramente quelli più adatti e a quel punto non dovrai più lasciarli!

 

 

Ci sono 3 domande fondamentali…

Fai le cose perché le vuoi davvero?

Perché ti danno un vantaggio?

O perché le fanno gli altri?

 

Se la tua risposta alle prime 2 domande è sì, allora non ti serve neanche leggere questo post. Anzi, ti faccio i miei complimenti e ti dico: avanti così! 😉

Il problema si intravede quando rispondi sì anche alla terza domanda. Te lo dico francamente: non devi fare le cose solo perché le fanno gli altri! 

Gli altri hanno obiettivi, strategie e mission diverse dalle tue e gli strumenti che utilizzano non necessariamente sono utili anche a te.

 

Ti faccio un esempio:
Azienda A vuole guadagnare visibilità sui social. Apre la pagina Facebook, il profilo Instagram, Twitter, Pinterest, Linkedin ed infine si installa pure Whatsapp Business. Si dota anche di un sacco di app e programmi a pagamento per gestire, modificare e creare contenuti.

Azienda B, come sopra, vuole guadagnare visibilità sui social. Apre la pagina Facebook e il profilo Linkedin. Sceglie poi un programma per la pianificazione dei post come Postpickr o Hootsuite. Dove sta l’errore?

Da nessuna parte, ammesso che entrambe abbiano scelto di creare questi profili a seguito di una strategia e che abbiano il tempo materiale di creare e condividere contenuti con costanza.

 

A volte mi capitano clienti che, al primo annuncio di novità, vogliono correre ad accoglierla come fosse la soluzione a tutti i loro problemi. E a tutti loro pongo queste 3 domande.

Spesso realizzano che non lo stanno facendo per il bene della loro attività, ma perché lo fanno gli altri.

 

In conclusione, rivolgiti ad un professionista per organizzare una consulenza che ti aiuti a creare la tua strategia e poi rimani fedele al piano per almeno 6 mesi, meglio un anno. Se hai dubbi ricontatta chi ti ha seguito nelle fasi iniziali e chiedi consiglio. Di sicuro non ti vieterà di aggiungere qualcosa, se ne vede la potenzialità per realizzare i tuoi obiettivi!

 

 

 

Il presente è più importante del futuro!

Presente e futuro. Sto cercando di scrivere questo post da 3 settimane, finalmente trovo la voglia di farlo. Vi racconto un po’ cosa sta succedendo:

Da Social Media Manager consiglio sempre ai miei clienti di distribuire i contenuti in più settimane per non lasciare i propri canali senza contenuti per molto tempo, da persona umana vi dico: non sempre ci si riesce alla grande!

In queste ultime settimane sono stata in grande difficoltà sui contenuti da condividere…ho fatto proprio fatica a trovare qualcosa di cui parlare. Ad un certo punto mi sono domandata “ma è proprio vero che non ho nulla da dire o c’è forse qualcosa che mi occupa la mente e non mi fa trovare i contenuti?” La risposta è stata, ovviamente, la seconda.

Ci sono 2 importanti progetti che sto seguendo e che spero di farvi conoscere a novembre (chissà se ce la farò).

Il solo pensiero di affrontare la mole di lavoro necessaria al loro sviluppo mi metteva ansia, mi schiacciava come un enorme masso e non mi permetteva di concentrarmi sul presente.

 

Allora ho fatto un passo indietro e mi sono detta: non è fondamentale che i progetti escano a novembre, non necessariamente devono essere online i primi di novembre, potrebbe essere addirittura dicembre, chi lo sa! Nessuno si arrabbierà. Non tutta la vita è un esame!

Non ti affannare senza motivo! Lavoraci al meglio di quello che puoi, falli bene e mettici tutto il tempo necessario. Non si tratta di procrastinare, ma di scegliere se è più importante fare un lavoro bene o farlo in velocità. Nel mio caso è più importante farlo bene…

Tutto questo per dirvi che ora che ho realizzato tutto questo sono pronta a ricominciare, a darvi contenuti utili per davvero e non solo a parlarvi di me.

Ci vediamo online, prestissimo. Prometto!

Ci vuole un piano!

Non mi stancherò mai di dire e ripetere che senza un piano editoriale non si va da nessuna parte. La comunicazione sui social non è una cosa da fare “quando avrò tempo”, ma una cosa in cui investire. Altrimenti meglio lasciar perdere e puntare a qualcos’altro.

 

Molto spesso si pensa che la pubblicazione di contenuti sui social possa essere fatta così, senza troppa attenzione. Della serie “quando mi verrà in mente il post adatto lo scriverò” oppure “quando avrò la foto perfetta la caricherò”. Ma purtroppo non funziona così. Seguendo questo tipo di ragionamento si finisce per pubblicare un contenuto al mese o peggio, un contenuto ogni 6 mesi.

Questo comportamento non farà altro che penalizzare i tuoi contenuti, in particolare su Facebook. L’algoritmo di questo social network infatti va a favorire i profili più attivi. Detto in parole semplici: più qualcuno clicca sulla tua pagina, più spesso gli compariranno i tuoi contenuti nella sezione notizie. Ammesso che dei contenuti da visualizzare ci siano…

 

Ed ecco allora spiegato brevissimamente perché è necessario avere un piano editoriale. I contenuti vanno pubblicati con costanza, con ordine e coerenza.

Vi faccio ancora un rapido esempio: se avete 8 album di foto che volete pubblicare sulla pagina non caricateli tutti in un giorno, ma in più giorni o in più settimane. L’attenzione dei visitatori allora cadrà su ogni singolo album e non soltanto sul primo o sull’ultimo.

Ma allora, se la mettiamo così, diventa un vero e proprio lavoro! Beh, sì…è proprio quello che stavo cercando di spiegarti. 

Se vuoi davvero investire nella tua comunicazione sui social devi mettere in conto di dedicarci molto tempo. Oppure devi delegare questo compito a qualcuno che ci stia dietro almeno 15-20 ore a settimana. Mi dispiace dirtelo ma è così!

 

Certo, c’è modo di programmare i contenuti e far si che si “autopubblichino” quando desideriamo, ma quei contenuti vanno preparati e schedulati in maniera opportuna e ciò richiede comunque tempo.

Per qualcuno questo mio ragionamento sembrerà banale e insensato, allora vi do un compito per casa: prendetevi un giorno libero per pensare, creare, organizzare tutti i post che vorreste venissero pubblicati in 2 settimane o un mese. Fatto? Quanto tempo ci avete messo? Siete pronti ad affrontare tutto questo? O cercherete qualcuno per farvi aiutare? A voi la scelta.

 

Alla ricerca di un posto dove lavorare…📦

La bellezza di essere freelance è che puoi lavorare da dove vuoi e quando vuoi, ma ci sono anche degli svantaggi. Vi parlo dei miei errori:

 

Il primo e forse per me più grande errore è stato quello di pensare di poter lavorare senza un ufficio. Certo, l’ufficio condiviso di Mamaìs è sempre lì, ma non è uno spazio mio dove posso lasciare quel che mi pare, andarmene e tornare quando ne ho voglia.

Così durante le ferie di agosto mi sono messa a pensare a come creare uno spazio adatto a questo scopo con una spesa minima, o meglio nulla.

Inizialmente ho pensato: “beh, lavorerò da casa…tipo sul tavolo in ingresso (che per la cronaca è anche il tavolo da pranzo) c’è spazio!”

 

Ma questa iniziale decisione si è rivelata inadeguata, soprattutto in seguito alla scelta di prendere un gatto. Impossibile lavorare con un cucciolo instancabile accanto.

E allora ho dovuto ingegnarmi per trovare un’altra soluzione: “Chissà se mia madre mi cede una stanza di casa sua per farla diventare il mio ufficio!?! Magari la mia vecchia camera…”

La risposta è stata sì, puoi avere la stanza al piano terra che funge da deposito di libri e materiali vari! (Yeah ✌🏻)

 

Il punto però era: come cavolo trasformo una “stanza da accumulo materiali” in ufficio? Semplice, spostando e rivisitando i mobili già presenti nella stanza e in altre parti della casa!

Con un po’ di olio di gomito, la forza bruta per spostare i mobili e un pizzico di creatività il mio budget è rimasto a zero e sono estremamente soddisfatta del risultato!

Ho ottenuto non solo un ufficio dove lasciare la mia roba e chiudere la porta a fine giornata se non ho voglia di sistemare, ma anche un ufficio funzionale per accogliere i clienti.

 

Se volete scoprire di più e vedere il prima e il dopo recatevi domani sul mio canale Youtube! Vi aspetto!

🎈Freebies per tutti!!!!! 🎈

Ritorno dalle ferie alla grande!

Nell’ultima settimana ho lavorato per voi creando delle risorse gratuite che spero vi piacciano e possano esservi utili per affrontare alla grande questo ritorno in ufficio, a scuola o all’università. Scaricateli e stampateli, magari su un cartoncino per rallegrare le vostre giornate!

Innanzitutto, non potete tornare all’opera senza un calendario, quindi eccone qui uno per ogni mese che ci rimane dell’anno:

Clicca qui per scaricarli:
Settembre JPGSettembre PDF (stampabile)
Ottobre JPGOttobre PDF (stampabile)
Novembre JPGNovembre PDF (stampabile)
Dicembre JPGDicembre PDF (stampabile)

P.s. puoi usare questi calendari anche come sfondo per il desktop del tuo computer, provaci! Non te ne pentirai!!

*I disegni dei calendari li ho fatti io stessa, quindi non avrai alcun problema di copyright.

Poi, per i super organizzati come me è necessario un planner settimanale per tenere traccia di tutte le cose da fare:

Ottieni il PDF stampabile cliccando qui, oppure clicca sull’immagine per ottenere il file in digitale.

Per non perdere il segno mentre si studia o si legge è necessario un segnalibro, eccone qui uno:

Clicca per ottenermi in PDF! Sennò clicca sempre l’immagine per ottenere il file digitale.

E infine, per i momenti in cui hai bisogno di motivazione è necessario un poster con un’ottima citazione, eccolo qui:

Cliccami per lo stampabile! Oppure…beh…lo sai già!!

Spero che scarichiate questi contenuti in molti! Fatemi sapere cosa ne pensate e se ne volete altri. Magari potrei pensare ad un calendario intero per il 2018, chissà! 😉

Fare marketing su Pinterest?!?

Grazie a Pinterest puoi far emergere i punti di forza della tua attività attraverso immagini e video, aumentando al tempo stesso il traffico al tuo sito.

Pinterest è il sito preferito dai creativi, da quelli che si dilettano con il fai da te e da quelli con un animo da esteta! Ogni giorno migliaia di persone visitano la piattaforma alla ricerca di idee, ispirazione e cose belle. E se tra queste ci fossero anche i tuoi prodotti?

Ti spiego brevemente come funziona Pinterest in caso non lo avessi visitato prima:

  • La prima volta che accedi al sito ti verrà chiesto di creare un account e di selezionare 5 categorie di cose che ti interessano (le categorie sono davvero molte e spaziano dallo sport alla decorazione di interni, dalla musica all’alimentazione…),
  • Una volta che avrai selezionato le tue categorie preferite sulla Home vedrai centinaia di immagini, infografiche e tutorial…

Pinterest, Social Media, Marketing, Brand Image, Content creation

  • Quando ti serve ispirazione non ti resta che scrivere qualcosa nella sezione cerca per ottenere un sacco di nuove idee!
  • Una volta trovata un’immagine che ti piace non ti resterà che pinnarla sulla bacheca. Muovi il cursore del mouse sull’immagine e clicca la puntina per salvarla in una bacheca specifica.
  • Puoi creare quante bacheche vuoi e decidere se renderle pubbliche o private.
  • Una curiosità: segui i tuoi amici e le persone che conosci per scoprire i loro interessi!

Vediamo come e perché sfruttarlo per il marketing della tua attività

Su Pinterest l’importante è l’originalità! Ti permette di raccontarti in modo semplice ed immediato. È utile a chi crea prodotti fisici, ma anche per chi vende servizi. Devi tenere a mente solo alcune cose:

Il contesto: racconta i lati positivi dei tuoi prodotti e servizi e il loro scopo.

Puoi creare dei mini tutorial o fotografare il prodotto durante il suo utilizzo in modo da comunicare la sua effettività. Se crei complementi d’arredo il gioco è presto fatto: collocali in modo creativo in 2 o 3 ambienti diversi per dare idea della loro versatilità.

Il valore: perché i tuoi prodotti e servizi sono validi?

Fanno risparmiare tempo, ti permettono di fare meno fatica, sono innovativi, non si vedono spesso, durano per molti anni…scegli tu le caratteristiche migliori e mettile in mostra!

La storia: del Brand e del prodotto.

Puoi ad esempio creare una bacheca che racconti la storia del tuo band e il suo sviluppo negli anni. Se il tuo brand è giovane racconta come è nato, cosa ti ha ispirato e perché.

I clienti: coinvolgili e sfrutta la loro creatività.

Pinna le foto in cui i tuoi clienti hanno usato i tuoi prodotti e salvale in una bacheca apposita in modo che chi si imbatte nel tuo prodotto possa pensare “ma che bella idea, lo compro e lo userò proprio così!”

Come per ogni altro Social Network il trucco è provare, sperimentare, fare errori, correggere il tiro e ricominciare! Non ti abbattere se non vedi risultati immediatamente. Nessuno diventa Steve Jobs dall’oggi al domani.

Ti insegno un trucco: cerca un brand affermato su Pinterest, studiane la comunicazione e poi lanciati con confidenza in questo splendido mare di idee!

 

 

Commenti negativi: rispondo o no? Come?

La scorsa settimana mi sono imbattuta in una seccata risposta da parte proprietario (o di chi per lui) della pagina Facebook di un’attività, ad una critica rivolta al nome del locale. Così mi è venuto in mente di scrivere questo articolo.

La prima e fondamentale cosa da ricordare è che sui social ci si deve comportare esattamente come ci si comporterebbe di persona.

Certo, è facile lasciarsi andare quando si è dietro una tastiera. È tanto facile per i clienti, quanto per i proprietari delle attività. Perciò quando si riceve un commento sgradevole o una recensione negativa c’è modo e modo di rispondere. In certi casi è addirittura sensato non rispondere.

Photo by Aaron Burden on Unsplash.

Non mi dilungherò molto a spiegarvi il commento in questione, mi limito soltanto a dire che ad una lecita domanda da parte di una cliente riguardo l’ambiguità del nome del locale, il proprietario della pagina ha risposto seccato che non era causa sua se ha ripreso il nome della via in cui si trova il locale e tale via crea ambiguità. Se la cliente avesse avuto qualcosa da ridire avrebbe dovuto andarsi al lamentare con il comune e non con lui.

Ecco, quasi sicuramente questa cliente (o potenziale cliente) non si presenterà più al locale. Inoltre, una risposta simile avrà condizionato altre persone nel non andare al locale. Questo commento ha insinuato il pensiero “il personale sarà scortese come questa risposta, io lì non ci vado”.

 

La stessa risposta poteva essere formulata in maniera completamente diversa e non causare alcun danno all’attività. Riformulo una potenziale risposta: “Gentile Giada (nome del tutto arbitrario), il nostro locale si chiama così perché e situato in via L. Ci rendiamo conto che questo potrebbe causare alcune incomprensioni, ma infondo ci troviamo a solo 10 minuti da L.”.

Se tale ragazza si fosse presentata nel locale e avesse posto tale domanda il personale le avrebbe cortesemente risposto che il motivo dell’ambiguità era causato dal nome della via e non sarebbe successo nulla. Allora perché online ci si è lasciati andare vivendo questa domanda come un attacco personale alla credibilità del locale?

Cercate perciò di non vivere mai le recensioni negative come un attacco personale, ma come un punto su cui lavorare e migliorare. Le recensioni e i commenti negativi non riguardano quasi mai voi che avete messo un sacco di soldi e impegno nel creare un’attività, quanto agli errori di comunicazione che possono essere stati fatti.

 

Ci sono infine dei casi in cui non è proprio necessario rispondere ai commenti negativi, perché si vede che sono solo delle banali provocazioni e, come nella vita reale, tentiamo di ignorare le provocazioni, così dovremmo fare anche online. A meno che non si abbiano delle ottime doti diplomatiche, ma lì lascio scegliere a voi.

Parlare sui social, come devo fare? 📢

Qualche settimana fa mi avete sentito parlare dell’importanza delle dimensioni delle immagini che caricate sui social. Oggi voglio parlarvi del linguaggio con cui accompagnare queste immagini.

Sappiamo tutti che Twitter ha un numero determinato di caratteri (140 per la precisione) e ciò che vogliamo dire deve stare dentro tale quantità, ma altri social come ad esempio Facebook non danno una quantità limite e qui cominciano le difficoltà.

In realtà anche Facebook ha un numero limite di caratteri, ma è molto, molto, molto più elevato rispetto a Twitter. Questo causa però, spesso, il dilungarsi di post e descrizioni fino a far passare la voglia di leggerli.

Per rimediare a tutto ciò basta tenere presente che su qualsiasi social essere chiari e sintetici e la chiave!

Su Facebook ad esempio 300 caratteri sono, a mio parere il massimo per ottenere una buona leggibilità del post (circa 3 righe). Se vi è necessario scrivere di più potreste optare ad esempio per una nota Facebook o un post sul blog. Potete creare un piccolo estratto da pubblicare in un post e aggiungere “approfondisci qui” mettendo il link al contenuto per esteso.

Ricordate sempre che a fare colpo su qualsiasi social è la componente visual, quindi corredate il più possibile di immagini i vostri post. Scegliete un’immagine significativa e attinente all’argomento che volete trattare e caricatela assieme al post!

Un altro esempio che mi sento di fare è Instagram: le descrizioni delle foto non devono essere chilometriche! Se per caso voleste fare una digressione, assicuratevi di chiarire il contenuto nelle prime 2-3 righe e di procedere con il discorso successivamente. Tenete a mente che su Instagram sono in pochi a leggere le didascalie, tanto meno se sono lunghe e concettose.

Da tenere a mente infine che sui social dovete parlare in modo chiaro anche ai non addetti ai lavori, altrimenti chi vi segue perderà interesse (perché non capisce ciò che state dicendo) e probabilmente andrà da un’altra parte.